Nata da altri occhi morti
ombra muta tra i muri
mi muovo
Proiettata nel mondo
sparisco ad ogni incrocio
il mio io dietro un vetro
come riempiremo gli spazi vuoti?
Lacera
l’anima che pensava fossi la cura
rimase
con le lacrime sospese tra il dolore e i suoi occhi
il tuo silenzio nel cuore.
Cara venere banale
il vuoto
ora è solo mio
la fine
non si può volare senz’ali!
Muoio ogni giorno a poco a poco
sacrificata sull’altare delle mie illusioni
pugnalata dai rimpianti
splende il sole su di me
astro gentile, astro infame
che mi regala la sua luce ma null’altro in più
mostrandomi le bellezze del mondo
e le mie miserie
Costruisco il futuro su lastre di vetro
il fragile cemento armato della mia speranza
pilastri di neve sciolta
contro un cielo d’acciaio
Folli parallelismi
di vite mai esistite e inconcludenti
di fasti sbiaditi e decadenti.
I volubili miti dei nostri giorni peggiori
assieme ai nostri momenti migliori
ci abbandonano.
Gli idoli fasulli della nostra giovinezza
fari, forse solo lucciole sfocate
stelle lontane, la strada più non rischiarate
ho costruito la mia lanterna
di speranza labile ma eterna
con la fievole luce che mi vien da dentro.
Vorrei solo
capire il tuo mondo
il perché del tuo essere
che forse
è lo stesso motivo
delle mie paure
Quando frasi di canzoni
ti riportano alla mente
ciò che senti o forse niente
Quando il mondo non ha senso
e la musica neppure
è da lì che nascon le paure
Ti domandi ma le risposte non ci sono
nella testa solo un tuono
Tremi nel buio della stanza
la danza
degli spettri della tua follia
ansia ed apatia
I fiori per eccellenza
quante rose nel mondo?
Solo le api lo sanno.
Per ingannare il tempo
le rinchiudemmo tutte in bottiglie di vetro
cogliemmo le rose
e le lasciammo morire
polvere d’infinito
nel vento del mattino
Sangue
sui muri di una vita sprecata
graffiti
dipinti nell’aria
la mente patisce
mancanze di ciò che mai è esistito
col bisogno d’inventarsi un rifugio
gabbie di pietra senza luce
Come uno schiavo esaudisco ogni tuo desiderio
un servo al tuo volere
come un cane ti sono fedele
anche se non ne avrei motivo
come un amico ti sono vicino
soffrendo di rabbia
per l’ignoranza dei sentimenti
come un pazzo ti uccido
da uomo libero